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Sant’Imbenia: la Wall Street delle ninfe

Marco Rendeli, archeologo, professore di Etruscologia e Antichità italiche presso l’Università di Sassari, ed Elisabetta Garau, ricercatore e docente di Metodologie della ricerca archeologica e di Archeologia dei paesaggi presso l’Università di Sassari ci condurranno alla scoperta dell’emporio e del villaggio di Sant’Imbenia, la Wall Street delle Ninfe, un mercato, una città, uno stato made in Sardegna.
Situato nella parte più interna del Golfo di Porto Conte, il villaggio nuragico di Sant’Imbenia, sorto nel XIV secolo a.C., viene coinvolto da un profonda ristrutturazione a partire dalla seconda metà del IX sec. a.C. Viene realizzato uno spazio aperto pubblico sul quale si affacciano botteghe e aree di lavoro, una vera e propria piazza del mercato. In questa fase si definiscono importanti rapporti commerciali con diverse aree del Mediterraneo, da Oriente a Occidente, e il villaggio di Sant’Imbenia assume le caratteristiche di un centro rappresentativo di un sistema organizzativo di tipo statale. I rapporti con il mondo levantino e greco si sostanziano anche in scambi di conoscenze tecnologiche, in forme di ospitalità nei confronti di artigiani stranieri. Ripostigli con panelle di rame e strumenti in bronzo, produzione di anfore e altre forme che potremmo definire “tipo Sant’Imbenia” sono gli elementi visibili della ricchezza prodotta da questa regione ricchissima di risorse primarie e metallifere: fra queste ultime il rame estratto nella regione di Calabona, la galena argentifera dalla miniera dell’Argentiera, il ferro dalle miniere di Canaglia. Tra i prodotti dell’agricoltura il vino che circola nella penisola italiana, a Cartagine e nel Nord Africa, nella penisola iberica.
Le ricerche nel nuraghe e nel villaggio di Sant’Imbenia (Porto Conte, Alghero), iniziate nel 1982, sono continuate fino al 1997 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro sotto la direzione di Fulvia Lo Schiavo e la responsabilità sul campo di Susanna Bafico. Le ricerche sono riprese nel 2008 grazie a una convenzione che vede come protagonisti la Soprintendenza Archeologia della Sardegna, il Comune di Alghero, l’Ente parco di Porto conte e l’Università di Sassari. Questa collaborazione si è poi ampliata a molte università italiane (Milano, Bologna, Roma-La Sapienza, Salerno) e straniere (Cambridge, Pompeu Fabra-Barcelona, Granada, Alicante, Coimbra, Paris I La Sorbone, Wealth University Toronto) a formare una rete di confronto fra studenti e giovani studiosi.

  • 18/04/2021
  • 18:00