Il Mut festeggia la seconda giornata dei piccoli musei

Il Mut, Museo della Tonnara di Stintino aderisce alla seconda giornata nazionale dei Piccoli Musei, che quest’anno si svolge domenica 3 giugno.

Promossa dall’Associazione Nazionale Piccoli Musei (Apm), la giornata ha l’obiettivo di celebrare la rete che riunisce e valorizza le piccole strutture museali di tutta Italia ed è un’occasione per far conoscere il vero volto dei musei, la loro importanza, il loro ruolo e le loro specificità.

Il Mut, socio dell’Apm dal 2017, offre al pubblico un ricco programma di iniziative.

Il museo aprirà le porte dalle 10 alle 21, l’ingresso sarà gratuito, e ogni visitatore riceverà un dono, un gesto di accoglienza, un portachiavi creato con il materiale di riciclo tipico del mestiere della pesca, il nattello, meglio conosciuto come natta. Il portachiavi sarà accompagnato da una cartolina con una foto di Agostino Diana, ultimo rais della Tonnara Saline, e da un detto tipico in dialetto stintinese.

Nel pomeriggio, alle 17.30 ci sarà la cerimonia di conclusione della performance interattiva Ri-trascrizioni di Antonello Fresu, un’opera d’arte collettiva, che vede coinvolti i visitatori nella trascrizione a mano di un libro. Per un intero anno i fruitori del museo hanno copiato a mano il libro Lo sa il tonno di Riccardo Bacchelli, un romanzo d’avventura del 1923 che ha come protagonista un giovane tonno. A trascrivere le ultime pagine sarà Gianfranco Cabiddu, che subito dopo, alle 18.30 ci condurrà nel dietro le quinte de La stoffa dei sogni, film girato all’Asinara, vincitore del David di Donatello 2017 per la Miglior sceneggiatura. La serata sarà anche l’occasione per il giovane regista stintintese Antonio Cau di presentare il cortometraggio Il consiglio del pescatore.

Alle 20 il duo I musicanti del marciapiede accanto, composto da Giada Moschella alla chitarra e da William Calledda alla batteria condurrà la platea in un viaggio attraverso diversi generi musicali, dal jazz al blues al R&B.

Il Museo della Tonnara di Stintino conferma, con questa giornata, la sua adesione a una rete nazionale, quella dei piccoli musei, che intende promuovere una nuova cultura gestionale, in grado di valorizzare le caratteristiche delle piccole strutture di tutta Italia. Il coinvolgimento di giovani stintinesi nelle attività della giornata e in altre iniziative proposte nell’arco della terza stagione del Mut, evidenzia la vocazione del Museo, quella di essere uno spazio aperto, in costante dialogo con la comunità stintinese e con i turisti di passaggio nel nord Sardegna.

Programma

Ore 10 – Accoglienza con il dono del Mut

Il dono, da un’idea di Marta Diana, responsabile dell’accoglienza e guida del MuT, è costituito da un portachiavi creato con un materiale di riciclo tipico del mestiere della pesca. Il nattello, meglio conosciuto con il nome regionale di natta, un galleggiante (un tempo di sughero o balsa, oggi di materiali plastici). Le natte vengono inserite dai pescatori nella rete da pesca e, a fine stagione quando le reti vengono ritirate per essere aggiustate o dismesse, vengono di solito buttate via. Sono state quindi raccolte le vecchie natte e con esse sono stati realizzati dei semplici portachiavi. I portachiavi saranno accompagnati da una cartolina che ritrae Agostino Diana, pescatore di Stintino e ultimo rais della Tonnara Saline, intento ad aggiustare le reti nel cortile della sua casa. Sulle cartoline saranno stampati alcuni detti tipici in dialetto stintinese legati ai saperi e mestieri del mare, introdotti dalla frase: Lo dice il pescatore… (le frasi saranno corredate di traduzione in italiano e spiegazione). La raccolta e la spiegazione dei detti è stata curata da Valentina Calvisi, linguista, attualmente impegnata presso il MuT nel progetto di Recupero dei termini dialettali legati ai mestieri della pesca tradizionale.

Ore 17:30 – Cerimonia di conclusione della performance interattiva Ri-trascrizioni – Lo sa il tonno di Riccardo Bacchelli, di Antonello Fresu

Ri-trascrizioni – Lo sa il tonno, opera ideata dall’artista sardo Antonello Fresu, è il dono che lo scorso anno, il 18 giugno 2017, per la prima edizione della Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, il MuT scelse per coinvolgere i visitatori nella creazione di un’opera d’arte collettiva. Si tratta di un’installazione/performance interattiva inserita nel percorso espositivo: una scrivania con il libro Lo sa il tonno di Riccardo Bacchelli, un onirico romanzo d’avventura del 1923 che ha come protagonista un giovane tonno, e due libri con pagine bianche, uno nel quale ri-trascrivere il romanzo, l’altro per raccogliere le firme, i commenti e le impressioni di chi partecipa alla performance. Illuminati dalla luce di una lampada, durante l’anno appena trascorso ospiti, turisti e turiste, amici e amiche del Mut hanno trascritto a mano, in sequenza, i paragrafi del libro originale. La performance si concluderà proprio il 3 giugno, in occasione della Seconda Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, con la completa ri-trascrizione del libro. Il regista Gianfranco Cabiddu ritrascriverà le ultime pagine del libro alla presenza dell’artista, Antonello Fresu, che chiuderà e firmerà l’opera, che entrerà a far parte del patrimonio del MuT e della sua esposizione permanente. Si compie così un dialogo intenso tra museo e utenti che hanno ricevuto un dono, ma che hanno fatto al MuT un dono molto più grande, un’opera d’arte collettiva.

Ore 18:30 – La stoffa dei sogni: un set all’Asinara tra ostacoli e poesia. Incontro con il regista Gianfranco Cabiddu

Il regista condurrà la platea nel dietro le quinte del film girato all’Asinara.

Il film ha vinto il David di Donatello 2017 per la Miglior sceneggiatura adattata a Gianfranco Cabiddu e ottenuto nove nomination per Miglior attore a Sergio Rubini, Miglior attore non protagonista a Ennio Fantastichini, Miglior colonna sonora a Franco Piersanti, Miglior scenografia a Livia Borgognoni, Migliori costumi a Beatrice Giannini, Miglior montaggio a Alessio Doglione, Miglior suono a Filippo Porcari, Miglior trucco a Silvia Beltrani. Ha ricevuto tre nomination ai Nastri d’Argento 2017 per Miglior attore non protagonista a Ennio Fantastichini, Miglior sceneggiatura, Migliori costumi. Ha ricevuto quattro nomination ai Ciak d’oro per il miglior attore non protagonista, scenografia, costumi e musiche. All’edizione dei Globi d’oro 2017 (i premi assegnati ai film italiani selezionati ogni anno dal Comitato cinema della Stampa estera), ha vinto il premio come miglior film.

Ore 19:15 – Il consiglio del pescatore. Presentazione in anteprima del cortometraggio di Antonio Cau

Massimo un giovane fotografo scopre con l’aiuto di un pescatore il suo talento e la sua determinazione. Antonio Cau, giovane e promettente registra di origine stintinese, coltiva fin dalla più tenera età la passione per il cinema, soprattutto per la regia e la sceneggiatura, e dopo la Maturità decide di studiare per rendere la sua passione una professione. A Firenze, dapprima si forma come tecnico delle riprese e del montaggio di immagini e in seguito si specializza in regia, sceneggiatura cinematografica e direzione della fotografia, presso la Scuola Nazionale Cinema Indipendente di Firenze. Ha al suo attivo alcune collaborazioni con diverse mansioni nella realizzazione di cortometraggi (capo macchinista, fonico, capo elettricisti). La sua prima esperienza nel lungometraggio lo ha visto nel ruolo di aiuto operatore nella realizzazione del film documentario del 2017 L’isola di Medea, firmato dal regista Sergio Naitza e prodotto da Lagunamovies con Karel produzioni. Ha scritto e diretto il suo primo cortometraggio Double Secret nel 2017. Il film è stato selezionato in diversi festival nel mondo e ha ricevuto la “Menzione speciale al montaggio” al Tuscany Web Festival 2017. Nel 2018 ha scritto e diretto, e in parte prodotto, il suo secondo cortometraggio Il consiglio del pescatore.

Ore 20 – I Musicanti del Marciapiede Accanto. Presentazione dell’Open Project di Giada Moschella e William Calledda

Il progetto I Musicanti del Marciapiede Accanto nasce da un’idea di Giada Moschella e William Calledda con l’ambizione di diventare un Open Project che possa includere svariati tipi di artisti con influenze sempre diverse, in modo da sperimentare sound e generi completamente originali. Il nome del gruppo, insolito quanto buffo, fa riferimento alle tematiche affrontate nei brani, quasi come se ci si volesse immedesimare in chi la società la vive, la osserva e la contempla dai margini (dai turbamenti delle singole persone, ai problemi di nicchia e di massa), “i senza tetto”.
Questa voglia di immedesimarsi sempre più nei mendicanti e negli artisti di strada, nasce dal bisogno di allontanarsi da tutto ciò che nella società odierna, sta diventando sempre più futile ed illusorio, con l’aspirazione, dunque, di rifugiarsi solo nella musica, che in quanto arte ha l’unico ma immenso scopo di diffondere messaggi, attraverso la forma artistica.
Le tematiche affrontate si avvicinano principalmente al sociale, ma anche ai tipici temi introspettivi degli autori moderni, prendendo ispirazione e grande insegnamento dalla lirica italiana di grandi autori, come Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Rino Gaetano e naturalmente molti altri; ma anche alla scena musicale degli ultimi 20 anni, con Samuele Bersani, Manuel Agnelli, Simone Cristicchi, Michele Salvemini (Caparezza), Fabrizio Moro. Essendo però Moschella e Calledda due musicisti, l’importanza della parte strumentale è rilevante almeno quanto quella cantata, e viste le ispirazioni comuni, il genere affrontato si avvicina al sound, al Jazz, al R&B e al Blues. L’intento quindi è quello di fondere un genere prevalentemente strumentale e complesso con un sound originale, a liriche variegate, mirato al coinvolgimento di un pubblico con gusti e interessi musicali diversi. Con questa formazione Moschella e Calledda hanno composto la colonna sonora del cortrometraggio Il consiglio del pescatore, di Antonio Cau.