Mont’e Prama, qual è il nome dell’eroe?

Salvatore Rubino in un momento della conferenza. Sullo sfondo, il volto dell’eroe di Mont’e Prama

È stato svelato il 12 agosto al Museo della Tonnara di Stintino il volto virtuale di uno degli eroi di Mont’e Prama, ricostruito grazie a uno studio dell’Università di Sassari, che ha condotto sia la campagna di scavo nella necropoli nel corso del 2014 che le analisi sul Dna antico, effettuate nel Dipartimento di Scienze Biomediche. L’eroe si presenta sbarbato, con lunghe trecce che scendono lungo il petto e ha un’età che si aggira intorno ai 25 anni. A raccontare le tappe che hanno portato alla ricostruzione facciale sono stati l’archeologo Raimondo Zucca, co-direttore degli scavi nel 2014, e il microbiologo Salvatore Rubino, che ha coordinato lo studio bioarcheologico.
«Gli elementi che avevamo per ricostruire la capigliatura dei sardi della prima età del ferro – ha sottolineato Raimondo Zucca – derivavano da raffigurazioni in bronzo e raffigurazioni in pietra. Circa l’86% dei bronzetti e il 76% delle teste ritrovate a Mont’e Prama presentano una capigliatura con trecce. Si tratta di un dato numerico significativo. Inoltre l’antropologia culturale e la storia antica ci raccontano che nelle civiltà antiche spesso l’età adulta era caratterizzata dalla presenza di chiome fluenti o trecce, mentre i giovani presentavano il capo rasato. Si tratta quasi di un rito di iniziazione».
E, difatti, nella necropoli del IX secolo a.C. risultano sepolti, in fosse individuali, maschi di età compresa tra i 15 e i 30 anni, e presumibilmente di alto prestigio sociale. Ulteriori ricerche potranno svelare di più sulle abitudini oltre che sulla fisionomia dell’eroe, che, ad oggi, non ha ancora un nome. Due proposte sono state avanzate nel corso della conferenza. Attilio Mastino, storico, epigrafista, propone Ithocor, nome riconducibile al Medioevo guidicale logudorese. Raimondo Zucca rilancia, invece, con Orzocor, omologo di Ithocor nel Guidicato di Arborea. Spiega meglio il perché Raimondo Zucca nel video che segue:

 [written by Rossella Porcheddu]