Insetti, crimini…e un po’ di storia. Dalla scena del crimine alle mummie

Al giorno d’oggi tutti, grazie alla serie televisiva Csi, conoscono Gil Grissom e la sua attività sulla scena del crimine. Dagli insetti il barbuto personaggio televisivo è in grado di trarre alcune conclusioni utili per la stima del tempo del decesso o per la valutazione di un eventuale spostamento del cadavere. Ma è tutto davvero così semplice come in televisione? E in Italia, a che punto siamo?

Nella conferenza dal titolo Insetti, crimini…e un po’ di storia. Dalla scena del crimine alle mummie che si terrà sabato 2 giugno al Museo della Tonnara di Stintino, Stefano Vanin, entomologo forense, presidente del Gruppo italiano per l’entomologia forense (GIEF), spiegherà a quali quesiti investigativi gli insetti possono dare risposta facendo riferimento a casi di cronaca nazionale ed internazionale. Si parlerà di come si può stimare l’epoca del decesso della vittima, se è stata spostata o se ha ingerito sostanze tossiche o droghe prima del decesso. Non mancherà anche una discussione relativa alla possibilità di estrarre il Dna umano dagli insetti e così facendo identificare la vittima, se il corpo è stato distrutto, ma anche  il sospetto. Tutto questo è fattibile grazie allo studio degli insetti. La disciplina che si occupa di questi aspetti è l’entomologia forense. La presentazione terminerà con un “caso” del passato descrivendo gli insetti prelevati dalle mummie di Castelsardo.

L’entomologia forense è la scienza che ha reso famoso Stefano Vanin, che viene consultato dagli investigatori di tutta Europa per risolvere crimini complessi. Vanin viene da Treviso e insegna presso la School of Applied Sciences della prestigiosa università britannica di Huddersfield. Attualmente fa parte dell’equipe che lavora al progetto per il corretto recupero degli scheletri dei soldati della prima guerra mondiale trovati nelle Alpi italiane. Si sta dedicando inoltre a diversi altri progetti, tra i quali la messa appunto di una metodica per l’estrazione del Dna umano da substrati non convenzionali, una ricerca per l’individuazione di lesioni mortali causate da artropodi e altri animali e ricerche di archeoentomologia funeraria. È direttore dell’Istituto per la Sicurezza della Società e del Laboratorio di Entomologia ed Archeologia forense dell’Università di Huddersfield e presidente del Gruppo Italiano per l’Entomologia Forense.