Nuove applicazioni tecnologiche per lo studio del territorio di Stintino

Da Tana di Li Mazzoni alla Villa Romana di Ezzi Minori, dal nuraghe di Unia all’area archeologica di Ercoli. Questi i siti noti nell’area di Stintino. Ma è possibile che ci siano altre strutture, non ancora rivelate. La conferenza Nuove applicazioni tecnologiche per lo studio del territorio di Stintino, a cura di Marta Diana, studentessa della Laurea Magistrale in Archeologia dell’Università di Sassari, e Antonio Porcheddu, dottorando in Archeologia del Paesaggio presso l’Università spagnola di Lleida, ci conduce alla scoperta dei siti noti, e meno noti, del territorio di Stintino.
Lo scopo dell’indagine, che si è svolta tra il 2013 e il 2014 e si è avvalsa della metodologia tipica dell’archeologia del paesaggio, è quello di censire i siti seguendo un’ottica diacronica, partendo dalla preistoria per arrivare all’età contemporanea. La ricerca ha portato all’individuazione di un’area con evidenze dall’età nuragica al medioevo, in località Due Nuraghe, all’individuazione di un villaggio medioevale, in località San Simplicio, e di un sito, non ancora definibile, in località Muru pulcaggiu. Le indagini hanno visto l’utilizzo di una nuova tecnica di telerilevamento, Lidar, una tecnologia laser che, in fase di scansione, rimuove una parte di vegetazione ottenendo un’immagine pulita della superficie terrestre. Un metodo che solitamente viene utilizzato per i disastri archeologici, e che viene applicato, in questo caso, per l’archeologia del paesaggio.
In conclusione una degustazione di vini della Cantina Santa Maria La Palma.

  • 18/08/2016
  • 19:00